IL GIARDINO DELLE MANI GENTILI Laboratorio narrativo–esperienziale per bambine e bambini (6-11 anni)

Per la Festa della Liberazione, il 25 aprile 2026 abbiamo volentieri partecipato alla giornata organizzata dal circolo Arci Rubik di Guagnano con la partecipazione del Comune di Guagnano e delle Associazioni del territorio. Come ci scrive Angelo Bianco, presidente del circolo Arci Rubik “Viviamo un momento storico in cui la solidarietà sembra un valore in ritirata … scegliere di parlare di solidarietà — e di praticarla — è già di per sé un atto di resistenza”.
Il tema scelto per l’edizione di quest’anno “Re(si)stiamo Umani: solidarietà, utopia necessaria” si ispira al pensiero di Stefano Rodotà che nel suo saggio concepisce la solidarietà non come carità individuale, ma come principio giuridico fondamentale, alla base della democrazia e dei diritti. E si ispira a Vittorio Arrigoni che col suo “Restiamo umani” scuote le coscienze di chi sceglie davanti alle ingiustizie, ai diritti calpestati, alla barbarie e alla sofferenza che ogni invasione porta di non voltarsi dall’altra parte, sceglie di continuare a credere che Restare umani si può!
La nostra associazione Cammino nel Benessere APS si occupa di benessere psico, fisico e sociale, ispirati in ogni nostra attività da valori fondamentali di solidarietà, inclusione ed empatia.
La scelta di questo tema è perfettamente in linea con i valori che la nostra APS porta avanti ogni giorno:
il benessere psico–fisico visto come capacità di apertura all’altro,
le relazioni non solo come pratica civile ma come forme di cura per il corpo, lo spirito e la mente
la promozione di comunità accoglienti e consapevoli, “umane”.
Abbiamo voluto contribuire con il laboratorio del “Giardino delle mani gentili” per aiutare i più piccoli a comprendere il significato dei valori di questa giornata.
E allora la solidarietà diventa gesto, sguardo, ascolto. Un modo semplice e potente per trasformare in esperienza il Restare umani.
I bambini e le bambine che hanno partecipato entusiasti (soprattutto le bambine, ma questo è un altro tema) hanno disegnato un gesto, un atto di gentilezza che fa stare bene gli altri, e che fa stare bene noi stessi.
Ed è stato sorprendente come tra tutti era ricorrente la guerra, l’aiuto a chi soffre per le guerre, il desiderio di pace.
Questo ci ha stupito! In una giornata di sole, di luce, di giochi le loro frasi, la loro idea di gentilezza ci manda un messaggio potente che noi adulti abbiamo il dovere di raccogliere. Un messaggio a cui ci impegneremo a rispondere trasformando il loro desiderio di pace in azioni concrete: creando spazi di dialogo e partecipazione, per superare l’ansia, la paura e il senso di impotenza legati alle guerre. E per ricordare, anche agli adulti, che la solidarietà e la gentilezza non sono idee astratte ma responsabilità quotidiane. Perché se i bambini e le bambine sanno già indicare la strada, a noi spetta il compito di percorrerla insieme a loro.

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